Welcomaps - LogoUna sera a Milano, un gruppo di persone si è ritrovata intorno ad un tavolo, motivata dalla voglia di dare una mano per rendere migliore l`accoglienza dei rifugiati nel paese Italia.

Nasce così, in un caffè della città meneghina, Welcomaps, ad opera di Paolo Marenco, Jacopo FranchiGiuseppe Blasi e Luca Signori che con voglia, energia, pazienza e tanta, tanta dedizione, hanno collezionato storie costruttive e positive di integrazione riuscita presenti su tutto lo Stivale.

Abbiamo intervistato in merito al progetto Paolo, fondatore del Silicon Valley Study Tour, ed ecco quel che ci ha detto:

 

Paolo ci racconti come nasce l’idea di mappare le storie di accoglienza ai migranti in Italia?

Ogni giorno, a Genova, tornando dal mio ufficio con il bus 17 vedo salire, a Brignole, una decina di ragazzi neri con zainetti in spalla. Scendono  20 minuti dopo all’ex ospedale psichiatrico di Quarto, oggi diventato un centro di accoglienza. Li guardo in faccia, tutti giovani come i miei figli. Tutti ragazzi che, se sono qui, possono sicuramente scalare il mondo, visto il viaggio a cui sono sopravvissuti.

Occupandomi di innovazione e di apertura della mente grazie a progetti rivolti ai giovani universitari di tutta Italia (con l’Associazione La Storia nel Futuro – 18 anni in questi giorni – tra Italia e Silicon Valley) ho capito che dare ispirazione e raccontare le best practices è importante, anche per promuovere l’integrazione. Da lì ho scritto un post sul gruppo Facebook Italian Startup Scene, lo scorso febbraio.

 

Un post sul gruppo top per gli startuppari italiani?

Sì, proprio su quello, il gruppo del giovane amico Stefano Bernardi che, per fortuna (dell’Italia) vive di nuovo qui dopo 5 anni a San Francisco. Io, membro numero 280 circa del gruppo dall’ottobre del 2010, ho imparato cos’è una startup e costruito un network di giovani anche grazie a Italian Startup Scene. Quindi mi sono detto: chissà se ci sono storie di integrazione e magari startup meritevoli di essere portate a modello? Così ho scritto un post con l’hashtag #immigrationstartup lanciando proprio questa richiesta.

Le risposte sono state tantissime e il post è vissuto circa una ventina di giorni. Da questo post tanti sono stati gli stimoli ricevuti: molti da un altro grande ragazzo, Gianluca Varisco che, da gennaio fa parte del Team per la Trasformazione Digitale facente capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri grazie alla sua esperienza internazionale a Berlino. Fantastica in particolare Techfugees – formazione Tech per rifugiati promossa dal fondatore di TechCrunch Mike Butcher dopo il terribile naufragio nel Canale di Sicilia qualche anno  fa. Ma il post mi ha fatto incontrare  tre ragazzi: Luca Signori – già contatto FBJacopo Franchi e Giuseppe Maria Blasi. L’idea di un incontro alla Stazione Centrale nell’ora  tra due miei treni dal Veneto a Genova ha fatto il resto.

 

E quindi nasce Welcomaps?

Quella sera, dopo la presentazioni, ho fatto una domanda ai ragazzi: cosa possiamo fare per aumentare la sensibilità all’accoglienza? Semplice: possiamo raccogliere e raccontare storie che in Italia – il Paese più aperto al mondo, a mio avviso – c’erano senz’altro. Qui Giuseppe, Jacopo e Luca hanno fatto tutto il resto: la mappa geolocalizzata pensata da Giuseppe, ingegnere informatico calabrese operante come Cybersecurity Advisor per una multinazionale di consulenza IT, la raccolta delle storie guidata da Jacopo, comunicatore e pr di una fintech company, la pagina e la comunicazione Facebook guidata da Luca, giovane giornalista e social media manager. Tutte cose che da solo non sarei stato in grado di fare. Il bello di mescolare competenze diverse, partite da un post su Facebook e riunite in un bistrot milanese.

Per noi è un punto di partenza, con ad oggi circa 60 storie che racconteremo una ad una, poco alla volta, su Facebook. Dopo un giorno ne sono arrivate già altre. Chi vuole segnalarci nuove storie di integrazione e accoglienza, può farlo contattandoci su Facebook oppure inviandoci una mail a welcomaps@gmail.com. Siamo certi infatti che, con il contributo di tutti, questo progetto crescerà e ispirerà altre storie. Contribuendo nel suo piccolo alla futura integrazione di questi ragazzi oggi, famiglie anche italiane, domani.

 

Paolo Marenco

 

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