Web Totale e Pandemia, due cose apparentemente lontane anni luce. Il primo agisce tramite una Rete non umana, la seconda per diffondersi si serve di esseri viventi.

Eppure stasera un’anteprima cinematografica ha mutato per sempre la mia percezione di questi 2 argomenti. Più ci penso, e più mi rendo conto che di punti in comune i due termini ne hanno davvero tanti, che potremmo ipoteticamente dividere in 2 macro-aree:

 

Macro-Area 1: Parallelismi e Caratteristiche in comune

  • La Pandemia è un’epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo. Il Web Totale è un’approccio lavorativo verso il web che interessa più settori e categorie di intervento e lavorazione, e anche qui potenzialmente più aree geografiche;
  • Sia la Pandemia che il Web Totale sono Virali: sfruttano cioè la capacità che hanno pochi soggetti nel trasmettere qualcosa (virus o messaggio) ad un numero elevato di soggetti  finali;
  • La Pandemia non fa differenze tra sesso, colore della pelle, status sociale, ma può potenzialmente colpire tutti. Il Web Totale allo stesso modo non fa differenze tra PC, Siti Internet o strumenti Mobile, perchè può potenzialmente intervenire in ogni settore;
  • La Pandemia si diffonde sfruttando la struttura reticolare delle relazioni tra esseri umani ed usando come indirizzo IP il corpo umano, mentre il Web Totale utilizza il web e la rete di link che ne parte per svilupparsi e crescere;
  • Una Pandemia con il tempo muta se stessa, per adattarsi ai vaccini che vengono creati per eliminarla. Anche il Web Totale muta velocemente, per adattarsi alle problematiche da risolvere che possono essere radicalmente cambiate rispetto a prima.

 

Macro-Area 2: Rilevanza l’una per l’altra

Di questa seconda area parlerò dopo l’uscita del film tra qualche giorno, per evitare di rivelare in anticipo troppo della trama. La vostra pazienza sarà ripagata – e ovviamente non perdetevi il film nelle sale, è eccezionale!

 

PS

Per chi non conosce  quali sono state e quali sono tuttora le Pandemie storicamente più rilevanti, pubblichiamo grazie al New York Times e al World Health Organization un’interessante Infographic che le racchiude tutte:

 

 

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