E’ da un po’ che navigo nel mondo internet per valutare l’aggiornamento tecnologico, il funzionamento, l’usabilità e l’interazione di siti internet e prodotti online nonché la loro presenza sui social media, in particolare quello dei Sindacati con cui c’è un’interazione costante e quello delle associazioni industriali come Confindustria e nel mio caso specifico la parte laziale di questa di cui sono socio da circa 15 anni, Unindustria – Unione degli Industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Premessa: proprio da socio mi sono chiesto quanto fosse coerente con le logiche sociali dare delle valutazioni da un lato su qualcosa con cui interagisco sovente e volentieri, e dall’altro con un’associazione a cui tengo e di cui sono membro, e la risposta è stata immediata: come soggetto interlocutore e in particolare come socio, è mio dovere fare il possibile per migliorare qualcosa che non funziona bene o eventualmente funziona male, per far sì che la mia associazione ottenga da questo sempre i migliori risultati possibili.

E a parte qualche eccezione, i risultati di questa mia ricerca purtroppo sono stati davvero sconfortanti.

Ecco quindi una lista di siti internet con alcuni commenti, e una valutazione complessiva di fondo.

CISL: la navigazione risulta abbastanza buona e il processo di organizzazione delle aree, dei documenti e dei materiali è razionale e la navigabilità nel complesso positiva. Stesso non si può dire se la visione diventa mobile: il sito non è responsive e addirittura i menu inferiori si sovrappongono rendendo davvero molto, molto difficile l’uso dello stesso.

UGL: in questo caso siamo un gradino sotto al sito della CISL. La navigazione è confusa sia da pc che da mobile, anche se non si verificano sovrapposizioni di menu come nell’altro caso. Anche qui il sito non è responsive, e l’usabilità lascia un po’ a desiderare. Per contro, l’attività social è ben sviluppata e ha una funzionalità molto buona.

UIL (Roma e Lazio): Di questi il migliore. La grafica è di alto livello così pure l’usabilità. Il sito si naviga molto bene e si vede che è un prodotto di ultima generazione. Due nei importanti però: il primo è che la homepage è decisamente troppo lunga e un po’ squilibrata, il secondo che il sito non è responsive e questo è qualcosa su cui si dobrebbe intervenire in qualche modo.

CGIL: Sito di buon livello, possiamo dire cose molto simili a quello della UIL. La grafica è accattivante e si naviga molto bene. Anche in questo caso, però, abbiamo un prodotto che è responsive solo in minima parte e con i mobile non si vede granché bene. Presente sui social.

Confindustria: Usabile, pieno di informazioni, finalmente responsive, con un tasso di navigabilità molto elevata. Il sito internet in questione funziona bene e ha una visibilità con i mobile che è davvero buona.

UNINDUSTRIA: il sito non è responsive, la navigabilità è piuttosto farraginosa e, non considerando gli aspetti grafici che possono (anche se solo in parte) essere considerati un’opinione, l’usabilità e la comunicazione del sito lasciano a desiderare. In questo caso c’è molto da lavorare.

In generale, per riassumere, nessuno dei siti internet, ad eccezione di quello della Confindustria, è responsivea meno di non considerare usabile per mobile una riduzione delle dimensioni della struttura per farla rientrare nella visuale in questione che, come tutti sanno, non vuol dire che il sito sia responsive o adatto per mobile. Le grafiche sono invece buone per diversi di questi siti, la navigabilità lascia per alcuni di loro parecchi punti interrogativi.

Per quelli con maggiori problemi, quando sono stati realizzati, probabilmente è stata fatta la scelta della app a discapito della navigazione tramite browser: questa è una vecchia diatriba tra le società che provengono da estrazione informatica e le società che provengono da estrazione di comunicazione. Il tempo, e gli esempi di coloro che hanno realizzato i prodotti che citiamo oggi, sta indicando come le seconde sono sempre e comunque vincenti rispetto alle prime, sia perché le app stanno diventando prodotti datati, sia perché esperti di comunicazione possono colmare eventuali gap informatici, mentre esperti di informatica non sono capaci di colmare gap di comunicazione, con i risultati che abbiamo visto purtroppo poco fa.

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