Donna e robot nel lettoCredo che a più di qualcuno di noi sia capitato di vedere in televisione Blade Runner dove Rick Deckard decideva di scappare via con la replicante Rachel, oppure di essere rimasto scottato dall`amore che in Ex Machina porta Caleb a far fuggire Ava, una macchina pensante, dal posto dove il suo creatore Nathan la fa stare.

Quello che anni fa o anche recentemente eravamo abituati a vedere solo dietro la macchina da presa potrebbe presto diventare qualcosa di reale, come il rapporto Our Sexual Future with Robots pubblicato nel Regno Unito dalla Responsible Robotics Foundation e noto nel mondo anche grazie a The Telegraph e The Guardian spiega con dovizia di particolari. Scopo dello studio, raccontano i co-direttori Noel Sharkey e Aimee van Wynsberghe, è quello di presentare un riassunto oggettivo sulle possibilità e le opinioni varie su quale potrebbe essere il nostro più intimo rapporto sessuale con i robot senza spostarci troppo in avanti nel tempo da ora, quindi prendendo in considerazione solo i prossimi 5 o 10 anni.

Quello che la coppia di studiosi ha scoperto è che ci saranno dei benefici ma anche dei grossi rischi a livello di etica seguendo questa strada che per certi versi si presenterà come inevitabile vista la direzione che sta prendendo il progresso tecnologico. I sex robot hanno già la facoltà di fornire un servizio di valore a coloro che sono anziani, ai disabili o comunque a coloro che stanno attraversando un momento traumatico nella loro vita.

Seguendo le logiche mentali e di azione che, ad esempio, stanno portando alla creazione di un caffe servito da erotic cyborg a Paddington, Londra, Sharkey e van Wynsberghe sostengono che per alcune fasce di popolazione di apriranno finalmente delle possibilità che non hanno mai avuto, permettendo loro finalmente di godere delle gioie del sesso così come ogni altro essere umano del mondo.

Il contraltare di questo potrebbe però essere il probabile aumento della visione della donna come oggetto, oppure la nascita di nuovi desideri sessuali che altrimenti sarebbero visti dalla società come illegali e malsani.

Tutto dipenderà, per Sharkey, da quanto saranno simili agli esseri umani e da quanto saranno accettati dalla società in cui si troveranno a vivere. Non sarà una questione di look o di aspetto fisico, ma di comportamenti ed azioni. Potrebbero, sempre secondo Sharkey, rappresentare la soluzione per molte coppie annoiate e stanche alla ricerca di un partner per un menage a trois. Ma se diventassero uno strumento di incentivo per potenziali pedofili o per tutti coloro che, senza coraggio, hanno dentro di se il desiderio di stuprare una persona? Sharkey è categorico su questo punto: per lui robot del genere non dovrebbero essere messi in commercio, anche se c`è già un imprenditore in Giappone che, oltre a creare sex robot dal prezzo compreso tra $5,000 e $15,000, essendo lui stesso un pedofilo reo confesso ha creato un sex robot bambina che, a suo parere, sarà utile per evitare che succedano ancora questi atti barbari.

Patrick Lin, direttore dell`Ethics + Emerging Sciences Group della California Polytechnic State University, per chiarire le cose pone la questione in questi termini:

Permettere ad un pedofilo di interagire con un sex robot bambino equivarrebbe a combattere il razzismo facendo abusare da un razzista un robot dalla pelle di colore. Non potrebbe funzionare in entrambi i casi.

Ma la vera paura è un`altra. Immaginatevi nel ruolo di Deckard o di Caleb o, per certi versi, anche del Theodore di Lei, con un forte sentimento per qualcosa di non umano ma che si comporta come un essere umano in tutto e per tutto. Immaginatevi innamorati pazzi di una macchina, quindi senza più un pieno e autonomo controllo sulle vostre scelte. Cosa potrebbe far succedere tutto questo? E quali sarebbero i rischi verso cui si andrebbe incontro? Il tempo ci darà giorno dopo giorno le risposte che cerchiamo. O sbaglio?

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